LE MIE ORIGINI
Sin da ragazza, sono sempre stata affascinata dalle culture orientali e attualmente mi piacciono molto le Dakini e la Dea Tara, ma sto svolgendo delle ricerche per scoprire quali divinità venerassero i miei antenati. Mia madre è calabrese, nata e cresciuta in quella terra un tempo occupata dai Lucani (dal greco leukos, luminoso, splendente; oppure dal latino lux o lucus, bosco, radura. Secondo questa interpretazione di Alfonso Mele, quindi i Lucani sarebbero uomini delle radure, dei pascoli), mentre mio padre era piemontese e il suo cognome fa pensare ad una provenienza da quelle terre un tempo occupate dai Bagienni (di etnia ligure), anche se l'esistenza del luogo da cui proverrebbe il suo cognome è attestata in documento che risale al XIII E.V. (quindi piuttosto recente). Per contro il cognome di sua madre sarebbe di origine longobarda. Io, invece, sono nata in quella che secondo alcune fonti sarebbe stata la capitale dei Taurini (di etnia celtica), mentre il luogo dove vivo ora (un tempo zona di confine tra Liguri e Taurini) fino al X-Xi secolo E.V. era una zona paludosa, poi bonificata dai monaci benedettini oc cistercensi che furono.
Tra l'altro, in queste ricerche ho scoperto che sia i Liguri che i Lucani celebravano la Primavera Sacra (Ver Sacrum): ricorrenza rituale che veniva celebrata in occasione di calamità o momenti difficili, e consisteva nel sacrificare i primogeniti nati nel periodo primaverile dell'anno successivo al Dio Mamerte (Marte per i Latini) affinché venisse loro in aiuto. In realtà il sacrifico consisteva nel rendere sacrati coloro che dovevano venire sacrificati, ovvere rendere agli Dei qualcosa in più del mero sacrificio, adottando una forma che rispettasse sia il gesto estremo dell'offerta della vita umana che l'esigenza, non meno importante, di crescita della comunità stessa. In questo modo, i "sacrati" vivevano nella propria famiglia fino all'età adulta come elementi distinti consapevoli di avere un destino già segnato. L'obbligo era quello di lasciare il proprio gruppo per cercare nuove terre dove insediarsi, seguendo il peregrinare di un animale sacro alla divinità, assumendolo come intermediario dei voleri divini: il gruppo migrante lo seguiva fino al luogo in cui, interpretando i segni che la divinità manifestava attraverso l'animale, pensavano avesse indicato. (Fonte: link).
Un'altro elemento che accomuna queste due popolazioni, è la principale divinità femminili. Per i Lucani si chiamava Mefite, Signora delle acque e delle sorgenti, della fertilità, nonché del passaggio (giorno/notte, caldo/freddo, inverno/primavera, vita/morte), della transumanza e degli armenti. Caratteristiche, queste, che si ritrovano anche nella Dea Bellisama, adorata ai Liguri (ma qui si inravedono già le influenze celtiche), consorte del dio Belenos e, oltre che Signora delle acque e del mondo sotterraneo, era anche la Dea del Fuoco. Inoltre, in epoca romana, entrambe le Dee furono assunte a protettrici delle acque sulfuree e termali.