memorie di una Geisha
Liberamente ispirato alla vita di Mineko Iwasaki, famosa geisha deglia anni '60 e '70, "Memorie di una geisha" è il frutto di dieci anni di ricerche minuziose.
Tuttavia, Golden si prese alcune libertà, perpetuando il mito comune secondo cui le geishe sarebbero prostitute d'élite, che gli costarono una causa giudiziaria per diffamazione e violazione di contratto intentata dalla stessa Mineko (associata da Golden al libro), causa che si concluse con un accordo extragiudiziale. Golden accettò, infatti, di pagare un'ingente somma di denaro a Mineko, la quale, dopo che il libro fu pubblicato in Giappone, ricevette delle minacce di morte e pensò pure di suicidarsi.
In realtà, le geishe non sono delle cortigiane (nel senso comune del termine) e neppure delle semplici intrattenitrici: sono piuttosto artiste altamente allenate, come ballerine o cantanti d'opera. Non sono, in nessun modo, obbligate ad allacciare relazioni sessuali con i loro clienti. Secondo Golden però, sono necessarie delle relazioni sessuali con un cliente per diventare una geisha di successo. Iwasaki, comunque, fu forse la miglior geisha della sua generazione e non si dedicò a nessuna forma di prostituzione. Infatti, anche se in passato era uso che una geisha prendesse un danna, o patrono (generalmente un uomo ricco, talvolta sposato, che aveva i mezzi per accollarsi le enormi spese di cui il lavoro di geisha abbisognava), il sesso non era richiesto come pagamento per il supporto finanziario che il danna elargiva. Anche oggi la tradizione del danna è viva, in Giappone, ma solo qualche geisha ne sceglie uno.
Fatta questa premessa, bisogna ammettere che la scrittura è scorrevole, in alcuni punti addirittura poetica; è, come scrive Margaret Forster, "il romanzo perfetto per chi ama i romanzi... mentre lo si legge, si viene trasportati in un altro luogo, in un altro tempo, e sembra di stare osservando e ascoltando il mondo con gli occhi e le orecchie di un'altra persona."